Rovere blu e rame
Il progetto

Immagini

Cappa in rame brunito sospesa sopra la mensola, su parete bianca
La cappa in rame brunito
Zona cottura con alzatina in marmo di Carrara, piani a induzione e a gas, cappa in rame e mensola blu
Il fronte cottura in Carrara
Lavello ricavato dal pieno del marmo di Carrara sotto la finestra, con rubinetto nero
Il lavello scavato nel marmo
Cantinetta a X in rovere laccato blu integrata nel fianco dell'isola, con bottiglia di vino
La cantinetta a X
Dettaglio ravvicinato di una maniglia in rame su anta in rovere laccato blu con filetto in rame
Maniglia e filetto in rame
Veduta della cucina a U: basi in rovere laccato blu, piano in marmo di Carrara, cappa in rame e pavimento in cotto sotto le travi imbiancate
La cucina a U sotto le travi
Ante a telaio in rovere laccato blu con filetto e maniglie in rame, sopra il pavimento in cotto
Le ante a telaio
Colonne con forni e frigorifero neri a incasso, accanto alla mensola blu e alla cappa in rame
Le colonne a incasso
Fianco dell'isola in rovere laccato blu appoggiato sul pavimento in cotto, con fiori sul piano in marmo
Il fianco dell'isola
Basi in rovere laccato blu con zoccolo metallico, sopra il pavimento in cotto fatto a mano
Le basi sul cotto

La stanza prima della cucina

Il primo sopralluogo è stato quasi tutto in silenzio, con il metro in mano. Un casale ristrutturato, travi imbiancate, pavimento in cotto fatto a mano e una finestra che porta luce da sinistra per buona parte della giornata. Una stanza già forte, con una sua materia e una sua temperatura, che non chiedeva di essere corretta. Chiedeva un centro. Da lì è nata l’isola, prima ancora di qualunque discorso sui colori.

Perché il blu

I proprietari parlavano di una cucina che si vedesse, non di una cucina che scomparisse nel bianco. Abbiamo provato il rovere naturale e finiva per confondersi con le travi e il cotto: tutto caldo, tutto sullo stesso registro. Il blu laccato è la risposta a un problema concreto, non un vezzo. Lasciamo che la venatura del rovere resti leggibile sotto la mano di colore, così l’anta rimane legno e non diventa una superficie qualsiasi. Il velluto degli sgabelli riprende lo stesso blu, più profondo, più assorbente.

Il rame come filo

Il rame brunito è la cucitura che tiene insieme il progetto. Corre come un filetto sottile lungo le ante, sale nelle maniglie tornite una a una al tornio e infine si apre nella cappa. Bruniamo il metallo perché prenda subito una profondità scura, senza aspettare vent’anni di cucina. Con l’uso continuerà a muoversi: si scurirà dove si tocca, resterà più chiaro dove non si arriva. È un materiale che accetta di invecchiare, e questa è la ragione per cui lo abbiamo scelto.

Il colore non è arrivato per primo. È arrivato dopo, quando abbiamo capito che quella stanza aveva già tutto tranne un centro.

Il marmo lavorato dal pieno

L’isola è in marmo di Carrara, e la stessa pietra risale sul fronte cottura come alzatina, dietro il piano a induzione e quello a gas. Il lavello non è incassato: è scavato nel pieno del blocco, così il piano e la vasca sono un unico corpo, senza fughe e senza bordi da pulire. È la lavorazione più lunga di tutta la commessa e la meno vistosa a guardarla. Sotto la finestra, con la luce di taglio del mattino, si capisce: la pietra sembra semplicemente aver ceduto un po’ dove serviva.

Come si usa

L’isola è alta per lavorare in piedi e libera su tre lati, con lo spazio per stare seduti dalla parte della vetrata. Nel fianco abbiamo ricavato una cantinetta a X, un portabottiglie a croce in rovere blu che sta dove passa la mano e non ruba niente ai cassetti. La cappa resta l’unico elemento sospeso, isolata sulla parete bianca sopra la mensola. Il resto del lavoro sta a terra, sul cotto, che fa da fondo caldo a tutta la stanza.

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