La stanza prima della cucina
Il primo sopralluogo è stato quasi tutto in silenzio, con il metro in mano. Un casale ristrutturato, travi imbiancate, pavimento in cotto fatto a mano e una finestra che porta luce da sinistra per buona parte della giornata. Una stanza già forte, con una sua materia e una sua temperatura, che non chiedeva di essere corretta. Chiedeva un centro. Da lì è nata l’isola, prima ancora di qualunque discorso sui colori.
Perché il blu
I proprietari parlavano di una cucina che si vedesse, non di una cucina che scomparisse nel bianco. Abbiamo provato il rovere naturale e finiva per confondersi con le travi e il cotto: tutto caldo, tutto sullo stesso registro. Il blu laccato è la risposta a un problema concreto, non un vezzo. Lasciamo che la venatura del rovere resti leggibile sotto la mano di colore, così l’anta rimane legno e non diventa una superficie qualsiasi. Il velluto degli sgabelli riprende lo stesso blu, più profondo, più assorbente.
Il rame come filo
Il rame brunito è la cucitura che tiene insieme il progetto. Corre come un filetto sottile lungo le ante, sale nelle maniglie tornite una a una al tornio e infine si apre nella cappa. Bruniamo il metallo perché prenda subito una profondità scura, senza aspettare vent’anni di cucina. Con l’uso continuerà a muoversi: si scurirà dove si tocca, resterà più chiaro dove non si arriva. È un materiale che accetta di invecchiare, e questa è la ragione per cui lo abbiamo scelto.
Il colore non è arrivato per primo. È arrivato dopo, quando abbiamo capito che quella stanza aveva già tutto tranne un centro.
Il marmo lavorato dal pieno
L’isola è in marmo di Carrara, e la stessa pietra risale sul fronte cottura come alzatina, dietro il piano a induzione e quello a gas. Il lavello non è incassato: è scavato nel pieno del blocco, così il piano e la vasca sono un unico corpo, senza fughe e senza bordi da pulire. È la lavorazione più lunga di tutta la commessa e la meno vistosa a guardarla. Sotto la finestra, con la luce di taglio del mattino, si capisce: la pietra sembra semplicemente aver ceduto un po’ dove serviva.
Come si usa
L’isola è alta per lavorare in piedi e libera su tre lati, con lo spazio per stare seduti dalla parte della vetrata. Nel fianco abbiamo ricavato una cantinetta a X, un portabottiglie a croce in rovere blu che sta dove passa la mano e non ruba niente ai cassetti. La cappa resta l’unico elemento sospeso, isolata sulla parete bianca sopra la mensola. Il resto del lavoro sta a terra, sul cotto, che fa da fondo caldo a tutta la stanza.